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La fornace di Faenza alla prima cottura del 2026
← Diario di Marco Bianchi

La fornace di Faenza alla prima cottura del 2026

02 giugno 2026

Ho riacceso il forno raku stamattina alle 4. Racconto la prima infornata dell'anno: 14 pezzi, 6 ore di temperatura, la segatura ancora calda nel cortile.

Stamattina alle quattro ho riacceso il forno raku. È la prima cottura del 2026 e l'ho aspettata tutto inverno. La fornace di mio nonno e una struttura squadrata in mattoni refrattari del 1958. Si carica dall'alto, si scalda con propano e legna di faggio per le ultime due ore. Quando il termocoppia arriva a 1.000 gradi apro lo sportello, prendo i pezzi rovente con le pinze e li trasferisco di corsa nel bidone di segatura. La segatura cattura fuoco al primo contatto e brucia incandescente per quaranta secondi. Poi chiudo il bidone, soffoco la fiamma, e la riduzione comincia. È quel momento — quaranta secondi di fuoco e poi il buio del bidone — che decide se la smaltatura sara nera, ferro, o avra quei riflessi blu-verdi che chiamiamo "cielo di Faenza". Oggi sono usciti 14 pezzi. Tre ciotole sono crepate in modo perfetto, quasi disegnate. Otto hanno il blu che cercavo. Tre sono andati storti — pazienza, finiranno in studio come oggetti di prova. La cottura raku non si controlla del tutto. Si predispone, si aspetta, si accetta.
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